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lunedì 22 maggio 2017

Liberazione completa dell'ultimo quartiere di Homs


A Homs, il 20 maggio 2017, gli ultimi 500 terroristi jihadisti e le loro famiglie del quartiere di al-Waer sono stati esfiltrati verso la regione di Idlib. Una speranza per i cristiani, che da sei anni vivevano sotto la minaccia crescente della bandiera nera [di al-Nusra]. Un nostro gruppo sul posto racconta quello che ha visto.

"A centinaia, nelle strade dei quartieri cristiani di Homs urlavano: «Allah Akbar» (Allah è grande). Siamo partiti in fretta", mi racconta padre Boutros, prete greco ortodosso della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di al-Waer. Era in occasione della Domenica delle Palme di aprile del 2011.
"Dei nostri quartieri hanno fatto delle linee del fronte! Noi perciò abbiamo abbandonato le nostre case per rifugiarci in zone più protette, come al-Arman o al-Waer. Quando nel 2014 l'esercito arabo siriano (SAA) riprese il controllo dei quartieri occupati, i terroristi jihadisti si barricarono in casa nostra, ad al-Waer. Tenuto conto della convivenza difficile, la maggior parte dei cristiani è fuggita. Un giorno, il sagrestano della parrocchia è stato selvaggiamente ucciso senza spiegazione alcuna. Questo evento ci ha fatto prendere coscienza dell'urgenza della nostra partenza."

Con la ripresa dei combattimenti nel dicembre 2016, il governo preferisce calmare il "gioco" e opta per un accordo con i terroristi presenti a Homs: in cambio della loro resa totale, il governo garantisce loro l'evacuazione in autobus in massima sicurezza, per la provincia di Idlib. A causa di dissensi tra le fazioni dei jihadisti, i negoziati si protraggono nel tempo. Le prime partenze sono seguite da attentati sanguinosi e assassini a Homs verso obbiettivi sia militari che civili, rivendicati da Jabhat al-Nusra, allo scopo di voler far fallire i negoziati.

Il 20 maggio 2017 a mezzanotte è iniziata l'ultima evacuazione dei jihadisti da Homs. Centinaia di combattenti hanno marciato armi alla mano, insieme alle loro famiglie (donne e bambini), per salire sugli autobus con destinazione Idlib. Un'operazione controllata dall'esercito siriano e dall'esercito russo, che dovrebbe concludersi entro poche ore.

Preoccupati per il futuro dei cristiani di questo quartiere, a cui l'Associazione è vicina, la nostra squadra si è recata sul posto e ci ha fatto parte di quello che ha visto:

"Siamo arrivati verso le 10 di mattina ad Al-Waer. Dopo vari posti di controllo, ci aspettava una lunga fila di autobus monitorati da decine di poliziotti. Abbiamo visto i Jihadisti che caricavano i bagagli su un camion prima di dirigersi verso gli autobus. Spesso con le armi alla mano, questi uomini gettano sguardi di sfida ai militari presenti. Alcuni fanno il segno V della vittoria, e/o insultano poliziotti e giornalisti. La tensione è palpabile."

François, incaricato della comunicazione per l'Associazione da ottobre 2016: 
 " Volevo osservare l'evacuazione dei 'ribelli': sono incappato su dei jihadisti con in mostra le loro armi (Kalashnikov) che sfidando i poliziotti siriani e i giornalisti, stendendo il dito verso il cielo, li apostrofavano: "Non muovetevi, presto saremo di ritorno. Partiamo, per occuparci dei vostri bambini."
 Sono stato particolarmente impressionato da una bambina recante un kalashnikov e da una seconda di 12 anni che indossa con orgoglio la bandana nera di al-Nusra."
[François-Xavier, direttore delle operazioni per l'Associazione].

Il 21 maggio, quasi sei mesi dopo la liberazione di Aleppo, è il turno di Homs di essere liberata da tutti i terroristi!


SOS Chrétiens d'Orient

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