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venerdì 25 gennaio 2013

Un “Osservatorio sulle comunità cristiane nel Medio Oriente”

Prende il via un'iniziativa che appare, oggi, semplicemente doverosa



 Primo incontro a Milano il 9 Febbraio, alle ore 15,30

Si apre anche il Sito Internet  "Osservatorio sulle Comunità  Cristiane in Medio Oriente"

Malgrado la scarsa, incompleta e talvolta faziosa copertura delle notizie offerta dai media sulla situazione mediorientale un dato appare emergere con certezza: la situazione delle antiche comunità cristiane radicate in paesi come la Siria, il Libano, l'Egitto, l'Iraq diventa di giorno in giorno più difficile. Gli atti di violenza si moltiplicano, con uccisioni di sacerdoti e fedeli, assalti alle chiese o, comunque, con la continua diffusione di un clima di odio e intolleranza da parte delle fazioni estremiste del mondo islamico in particolare sunnita. Persino paesi che, come la Siria, possono vantare una secolare tradizione di pacifica coesistenza tra diverse religioni, oggi sono sconvolte da una violenza cieca e brutale che ha già fatto migliaia di vittime e costretto gli abitanti di interi villaggi a fuggire per cercare luoghi più sicuri dove continuare a sperare di poter riprendere una vita normale. A fronte di una tragedia di dimensioni epocali non corrisponde in Europa, ed in particolare in Italia, un'attenzione adeguata. Al contrario, persino molti media cattolici, preferiscono ignorare quanto avviene sull'altra sponda del Mediterraneo, negando persino lo spazio alle continue, pressanti dichiarazioni che vengono dalle Gerarchie delle Chiese locali. L'opinione pubblica viene così privata delle informazioni e delle conoscenze necessarie per potersi formare delle opinioni fondate e agire, quando possibile, di conseguenza.

Termini come Maroniti, Siriaci, Melchiti sono praticamente sconosciuti alla grande maggioranza delle persone, ivi comprese molte che pure si professano vicino alla Chiesa. Per questa ragione è facilissimo vedere anche persone di buon orientamento cadere nelle trappole tese da una propaganda che ormai è divenuta una vera e propria arma di guerra. Le vicende della tragedia in Siria, che su questo sito abbiamo più volte documentato, ne sono una prova lampante.

Questa è la ragione per cui abbiamo proposto ad alcuni amici di costituire un Osservatorio sulle comunità cristiane in Medio Oriente il cui scopo principale sarà quello di far conoscere la storia, le tradizioni, le specifiche peculiarità, ma anche i drammatici problemi attuali di quei nostri fratelli che vivono sull'altra sponda del Mediterraneo.

L'Osservatorio sarà composto da un gruppo di studio che raccoglierà dati e informazioni elaborandoli e successivamente diffondendoli, e da amici e corrispondenti sul territorio che si occuperanno di organizzare (ovviamente quando possibile) incontri e conferenze in particolare (ma non esclusivamente) in ambienti cattolici. Al fine di favorire la circolazione delle notizie è già in avanzato stato di elaborazione un sito Internet il cui indirizzo sarà: http://osservatorioccmo.altervista.org/site/ ( NB: il sito è in allestimento).

L'Osservatorio, che avrà una struttura estremamente leggera e quanto mai poco “burocratica”, potrà anche favorire o addirittura promuovere iniziative umanitarie come, solo per fare un esempio, la raccolta di aiuti per le famiglie cristiane che in Siria hanno dovuto abbandonare le loro case. Ovviamente in questi casi dovrà agire in stretto concerto con le Chiese locali. Non è esclusa neppure l'organizzazione di viaggi al fine di incontrare, direttamente sul territorio, esponenti delle Gerarchie Ecclesiastiche o gruppi di fedeli.

L'Osservatorio sarà una realtà completamente indipendente da qualunque movimento o associazione ed avrà come unico obbiettivo l'aiuto ai Cristiani in Medio Oriente. Proprio per salvaguardare questa caratteristica le adesioni all'Osservatorio saranno solo individuali, mentre associazioni e siti che condividono i suoi scopi potranno aiutarlo contribuendo alla diffusione del materiale elaborato sui loro mezzi di comunicazione.

Il 9 febbraio terremo una riunione informale a Milano, durante la quale tracciare un programma di lavoro e dare un minimo di struttura organizzativa al gruppo. Gli amici che abitano lontano potranno mantenere i contatti attraverso internet, come indicato sul sito dell'Osservatorio. Chi condivide gli scopi dell'Osservatorio, ma non ha il tempo materiale di fornire la propria collaborazione, potrà aderire comunque, semplicemente assicurando il conforto della Preghiera ed in particolare rivolgendosi a San Charbel, il grande santo ed eremita libanese sotto la cui protezione osiamo porre la nostra iniziativa.

Chiunque sia interessato all'iniziativa e non abbia segnalato in precedenza la propria disponibilità potrà farlo mandando una mail all'indirizzo : osservatorio.ccmo@gmail.com
Direttore Responsabile: Mario Villani

25 gennaio: memoria di Sant' Anania che battezzò San Paolo a Damasco...


.... dove i cristiani vivono dal 30 dopo Cristo!





Le poche notizie certe sulla vita di Anania sono desunte dal libro degli Atti, 9,10-19; 12,12-16. In quest'ultimo luogo, che contiene il racconto di Paolo ai Giudei riguardo alla sua conversione, dice l'apostolo: "Un tale Anania, uomo pio secondo la legge, cui rendevano testimonianza tutti gli Ebrei della città Damasco, venne a trovarmi e, standomi vicino, mi disse: "Saulo, fratello, guarda". Ed io subito guardai. Egli disse: "Il Dio dei nostri padri ti ha scelto perché tu conoscessi la sua volontà e vedessi il Giusto ed udissi una parola dalla sua bocca, perché tu sarai teste dinanzi a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito".

Damasco, la Via Recta
Anania fu, dunque, quel giudeo che, essendo andato a trovare Paolo in casa di Giuda, nella "Strada Dritta", gli restituì la vista con l'imposizione delle mani e lo battezzò.

Se pensiamo che la conversione di Saulo avvenne nel 34 o, al più tardi, nel 36, dobbiamo concludere che Anania si convertì al cristianesimo alla prima ora, e da tutto il racconto di Paolo si può rilevare che egli era un cospicuo personaggio della Chiesa di Damasco, anche se non fu proprio vescovo della città. Non esistono prove, infatti, per affermare che già nel 34 gli apostoli avessero consacrato dei vescovi.


Tuttavia, una tardiva tradizione bizantina, annoverando Anania tra i 70 discepoli, ce lo presenta come primo vescovo di Damasco ed evangelizzatore di Eleutheropolis (ora Bet-Djibrin) nella Palestina meridionale, e ci dice che soffrì il martirio, essendo stato prima fustigato e poi lapidato il 10 ott. del 70 per ordine di Licinio (o Luciano). Anche il Martirologio Romano attribuisce ad Anania Io stesso genere di martirio.

Cappella di San Paolo, costruita da Eustache de Lorey, all'interno dell'arco della porta della vecchia cinta muraria della città di Damasco, detta Bab Keisan



Diverse tradizioni affermano che Anania fu il giudeo che convertì Izate, figlio del re di Adiabene, Monobazo , o che fu un laico, o un diacono (Ecumenio), o un sacerdote (s. Agostino).

casa di Anania
La Chiesa latina celebra la festa di Anania al 25 gennaio assieme alla conversione di Paolo, mentre la Chiesa greca, secondo la tradizione orientale, la celebra al 10 ottobre, data del martirio.

A Damasco, presso la porta orientale, esiste una cappella sotterranea, facente parte di una basilica bizantina ora distrutta, che è venerata come la casa di Anania sia dai cristiani che dai musulmani. Dal 1920 in numerose indagini E. de Lorey ha esplorato questa cappella.

Damasco: odierno Memoriale di San Paolo
















http://www.santiebeati.it/dettaglio/38650